domenica 6 luglio 2008

La nostra vita in un film



Gli abitanti di Songdo City, un'isola artificiale a circa 30 chilometri da Seoul, in Corea del Sud, non usano denaro. Non devono fare la coda alla cassa, per entrare nella metropolitana nè per accedere a un museo, nè per pagare le cose acquistate in un supermercato. Non hanno patente nè documenti di identità. Tutto quello che porteranno con sè saranno card dotate di chip con tecnologia RFID per l'identificazione in radiofrequenza, in grado di comunicare in tempo reale con i terminali presenti in strade, case, uffici, scuole. [...] Songdo City non esiste ancora, ma la stanno costruendo e sarò pronta fra pochissimo tempo, nel 2014. La sua rete di "ubiquitous computing" consentirà di monitorare in ogni istante la vita dei cittadini, di sapere dove sono, quali acquisti hanno fatto e a quali servizi hanno avuto accesso.

Immagina quello che potrebbe accadere nel giro si pochi anni, con tecnologie facilmente disponibili, a un bambino che si ritrova soo nella sua stanza. Il bambino guarda sotto il lettino e si mette a piangere. Il nonno sente la voce e lo chiama:"Che cosa succede? Perchè piangi?". Il bambino si volta e vede su uno schermo che occupa quasi l'intera parete il nonno, seduto nella poltrona preferita di casa sua. Il nonno gli racconto che anche lui aveva un orsetto, e glielo mostra. Il bambino si avvicina e, usando un guanto particolare, tocca lo schermo e riceve la sensazione di accarezzare l'orsetto. Lo shadowing è già disponibile a costi piuttosto alti, ma si prevede che nel 2010-2015 il guanto tecnologico che ora costa 10000 euro sarà acquistabile a 100 euro e tutti i sistemi che rendono possibile il dialogo a distanza bambino-nonno saranno alla portata di molte famiglie. Stiamo parlando di un futuro che abbiamo visto finora solo al cinema, ma che è molto più vicino di quanto si creda.


da L'ultima copia del New York Times, Vittorio Sabadin

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Un po' di Persepolis per tutti!