martedì 19 febbraio 2008

l'esame fuffa

Il trucco è semplice, ma diabolico. Uno stratagemma raffinato per attirare centinaia di studenti agli esami garantendo il massimo dei voti con il minimo dello sforzo. In cambio dell'acquisto dei testi curati dal professore stesso, sui quali ovviamente lui prende una percentuale: da tre a cinque a seconda dei crediti, per una spesa che varia dai 60 ai 90 euro. A raccontare la tecnica sono gli stessi ragazzi: «Basta comprare i libri nuovi e l'esame è fatto. Durante l'interrogazione infatti il professore li controlla uno a uno, attentamente. Chiede sempre un argomento a piacere e mentre lo studente risponde segna il libro con la biro, di solito riempie una lettera nella prima pagina della bibliografia». Un puntino nero che vale un trenta e lode. E se i libri non sono nuovi?

«Quelli che vendono usati sono tutti già vidimati – continuano gli studenti – Se li hai tutti di seconda mano ti fa una domanda in più e il voto non supera il 25, salvo alcune eccezioni». Ecco come si passa l'esame di letteratura tedesca all'università Statale. Non saranno mazzette, ma basta passare una mattina insieme ai ragazzi seduti per terra in corridoio in attesa di sostenere la prova, per capire che il procedimento non è del tutto regolare. «La prima cosa che ti chiede, quando entri nella sua stanza – racconta Marco, iscritto a Lettere moderne – è di fargli vedere i libri. Poi arriva la domanda a piacere. Una, due al massimo. Il tutto dura non più di dieci minuti, anche meno. E mentre stai ancora parlando il prof ha già segnato sul libretto il voto: trenta e lode».

Piazza Sant'Alessandro, dipartimento di lingue, piano seminterrato. È qui che una volta al mese – o quasi – centinaia di studenti danno quello che nei chiostri della Statale tutti chiamano l'esame «fuffa». Il classico appello facile, che alza la media sul libretto e si prepara in fretta. Lo danno tutti, o quasi. All'ultima chiamata, qualche giorno fa, gli iscritti erano più di 150. Nel 2007, stando alle statistiche ufficiali dell'ateneo, è stato uno degli esami più gettonati della facoltà di Lettere e filosofia. L'hanno fatto in 580, contro due sole tesi seguite dal professore in questione. Per avere un'idea della media di facoltà, una letteratura straniera qualsiasi viaggia sui 150-200 esami l'anno, con decine di tesi discusse.

Lo stesso professore di tedesco, fino a qualche anno fa, non superava i dieci studenti ad appello, poi, improvvisamente, è arrivata una gran folla. Alcuni sono realmente interessati alla materia, come Francesco di Lettere classiche, che i libri li ha comprati solo a metà (si è diviso la spesa con un compagno di studi), ma li ha letti tutti con passione. «Che delusione – dice – La prima cosa che mi ha detto quando mi sono seduto è stata "Mi faccia vedere i libri". Poi mi ha fatto due domandine e via. Ho risposto bene, ma mi ha dato solo 28. Un voto che mi abbassa la media». Ma alla maggior parte dei candidati il tormento di Kafka e la tragedia di Hofmannsthal non suscitano alcuna emozione. «Devo dare un esame obbligatorio di letteratura o uno lingua straniera – spiega Giovanni di Scienze dell'Ambiente – Mi hanno detto che questo va via liscio. In effetti ho studiano due giorni e ho preso 28».


Il trucco va avanti da anni. «Il prof è già stato beccato quest'estate – racconta un altro ragazzo – ma sembra che non gliene freghi un tubo». Un primo scandalo scoppiò nel luglio scorso quando il giornalino dell'università Vulcano fece un'inchiesta.
La storia rimbalzò nei blog degli studenti scatenando un acceso dibattito e il professore pare abbia ricevuto un richiamo da parte dell'ateneo. Allora la tecnica era più spudorata: durante il colloquio per concordare il programma allo studente veniva proposto di comprare i testi direttamente da lui «perché non è facile trovarli in libreria». Ora i libri si devono acquistare comunque, ma in Cuem, e il prof si limita a controllare che siano effettivamente nuovi. Quindi li segna con la penna, bloccando così il mercato dell'usato e il passaggio del testo di mano in mano. Il risultato è rimasto il medesimo: il numero degli studenti che fanno l'esame è ancora altissimo. Di questi solo una minima parte, quelli che hanno frequentato il corso, vengono interrogati dall´assistente. Gli altri passano sotto il professore. Che, tra le altre cose, tiene gli esami nella sua
gli esami nella sua stanza. A porte chiuse, senza testimoni.

da Repubblica.it


In tutto questo il problema è che chi è veramente interessato alla letteratura tedesca (quale per esempio me medesima) si trova costretto a fare un esame fuffa, con libri fuffa e con un professore fuffa.
Certo, di esame fuffa non è certo l'unico, questo del nostro Prof. X, ma mai ne ho visti di così smaccatamente pilotati.
E se proprio vogliamo denunciare qualcosa alla Statale, io avrei messo in primo posto ben altro (senza levare nulla alla "spettacolarità" di questa notizia che fa effettivamente rabbrividire).

ps: commento al giovane Francesco, che ha gabbato il professore..eh bè 28 gli ha abbassato la media...min**** scusa!

3 commenti:

Procione ha detto...

Viva l'onestà delle università....tutte così!

Madame Gubellix ha detto...

.. secondo me dopo la pubblicazione dell'articolo, il numero degli iscritti aumenterà ulteriormente...:-/

ha detto...

sì, e tu per prima, madama gubellix?! hihi

Un po' di Persepolis per tutti!