domenica 20 maggio 2007

la pittura può servire a un analfabeta quanto la scrittura a chi sa leggere

Post di elogio e invettiva:

Elogio a Maurice de Vlaminck (sta minck la minck) sconosciuto tra gli sconosciuti fauvisti (criticati per la rozzezza della loro pittura e per la brutalità dei loro colori).

Invettiva contro la scuola italiana, che relega all'ultimo posto l'arte e soprattutto la musica.

L'altro giorno stavo studiando arte e un tipo che conosco (tra l'altro, un flashato, anzi mi ha flashato: appena mi ha visto mi ha detto "sei della vergine, ascendente bilancia, nata il 29 agosto verso le 9 di mattina"; che panico!) è venuto lì e mi ha detto che l'arte sì, è tanto bella, ma non serve a niente, non ha mai portato soldi a nessuno, "smetti di studiare e mettiti a lavorare" mi ha detto. E io gli rispondo: sì l'arte nel mondo di fuori non serve a niente, come non serve nemmeno l'innocenza, l'onestà e la passione. Ma nel mio mondo "di dentro" queste cose esistono, e spero non vengano mai distrutte. Perchè se perdi il gusto delle piccole cose dal momento che nel mondo di fuori non servono a niente e quindi per te valgono poco, sei tu che vali poco.

2 commenti:

Ale ha detto...

W il Gombrich!!!!

Ci ha detto...

Fors....

Un po' di Persepolis per tutti!